DECAPITATA POLSTRADA DI LECCE: CONCUSSIONE, 16 ARRESTI
Martedì, 12 Maggio 2009
“Associazione per delinquere per concussione e falso ideologico: con queste accuse sono stati arrestati 16 agenti della Polstrada di Lecce. Gli agenti avrebbero creato un’organizzazione che,in cambio di regali e denaro, garantiva il transito senza controlli ai veicoli di oltre 100 imprese della provincia di Lecce, operanti in vari settori. Da un’intercettazione,e’ emerso che l’attivita’ illegale avrebbe fruttato a ciascuno 40.000 euro in 3 anni.”
Ansa, 12-05-2009. 14:33
“Un terremoto, che decapita letteralmente la polizia stradale di Lecce, investita da uno scandalo senza precedenti: su trentasei agenti del comando del capoluogo, che arrivano a un totale di cinquanta, considerando anche il distaccamento di Maglie, sedici sono finiti in arresto con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla concussione. Tutti sono stati condotti in carcere, su ordinanza del gip Ercole Aprile. Avrebbero intascato soldi o usufruito di concessioni di vario tipo, come merci di un certo valore, accordandosi con imprenditori di oltre un centinaio di ditte del leccese, ma anche delle zone di Brindisi, Taranto e Bari con interessi nel Salento, evitando che fossero controllati e quindi, in molti casi, contestati verbali per le infrazioni più varie, a partire dal classico sovraccarico di merci. Aziende di qualsiasi settore: commercio, edilizia, macchinari. Un giro gigantesco, ora stroncato dopo un’operazione partita su input della Procura e alla quale hanno partecipato polizia giudiziaria, squadra mobile e stessi agenti della stradale. Un terremoto, certo, ma il procuratore capo Cataldo Motta, che ha voluto esporre personalmente la questione, puntualizza anche come siano stati gli stessi colleghi a mettere fine a una vicenda che si trascinava ormai da anni, forse persino da venti e più, in alcuni casi, facendo fede a quanto riferito da uno degli stessi arrestati, intercettato durante una conversazione telefonica con un amico. Dunque, l’intolleranza verso quelle che Motta stesso ha definito “mele marce” si è alimentata nel tempo all’interno dello stesso corpo, tra i colleghi onesti. “Sono vari gli aspetti positivi”, sottolinea Motta: “Intanto, che sia stata la stessa polizia di Stato a tirare fuori questa vicenda e metterla allo scoperto così crudamente, pur di recuperare immagine, perché in realtà, del fenomeno, si parlava da tempo e questo è un aspetto che danneggiava ancora di più la figura degli agenti onesti”. Presunto leader, se un leader c’è (gli viene contestato fondamentalmente l’organizzazione di tutto l’apparato) è l’ispettore capo Francesco Reggio, 57enne di Lecce, da oltre 30 anni nella polizia stradale.
A seguire quest’esempio negativo, quindici colleghi, quasi la metà di quelli impiegati nel comando di Lecce: Giuseppe Amenini, 47enne di Maglie, Franco Carlà, 48enne di Cavallino, Fabio Cazzato, 42enne di Lecce, Paolo Maria Centone, 50enne di Cavallino, Cosimo De Giuseppe, 62enne di Minervino, Luigi De Vincenzo, 55enne di Nardò, Leonardo Impero Delle Donne, 46enne di Martignano, Salvatore Lanza, 47enne di Lecce, Temistocle Parlangeli, 40 enne di Guagnano, Anna Maria Assunta, 37enne di Vernole, Giuseppe Piccinno, 52enne dik Aradeo, Cosimo Maurizio Rampino, 48enne di Trepuzzi, Angelo Rapanà, 38enne di Campi Salentina, Ugo Rizzello, 48enne di Seclì, Maurizio Scarfone, di Frigole, Stefano Simonetto di Nardò. Ma “la soddisfazione di far rispettare la legalità e di estirpare le mele marce, per far recuperare immagine al corpo, è temperata anche dall’amarezza, perché si tratta di persone al fianco delle quali siamo abituati a lavorare”, aggiunge Motta. L’indagine, durata sei mesi, si è avvalsa anche della classica attività d’intercettazione. Tutto è partito da un elenco di ditte inviato in Procura tramite
esposto anonimo, al quale ne sono seguiti altri. Ma non solo: in un caso, è arrivata anche una denuncia proveniente dall’interno, da parte di un agente della stessa sezione di polizia stradale, che non ha avuto il timore di esporsi personalmente. L’inchiesta è iniziata dunque da questi elementi ed ha avuto un riscontro di un certo rilievo quando, in uno degli esposti, è stato allegato anche la fotocopia di un manoscritto, contenente un elenco di ditte, fra quelle che avrebbero avuto rapporti con gli agenti della stradale. “Dall’accertamento grafologico – spiega Motta - abbiamo accertato come lo scritto fosse riconducibile alla mano di uno degli agenti della polstrada. Ed è venuto fuori questo spaccato, un aspetto peculiare, il collegamento stabile con molti imprenditori di vari settori: commercio, edilizia, macchine di movimento terra che avevano, per così dire, stretto un patto con gli agenti ai quali davano del denaro in cambio della certezza che i loro mezzi non venissero fermati e controllati. A questo dato si aggiungono anche alcuni controlli occasionali, che venivano saltati in cambi di denaro o altri favori, come beni o merci. In alcuni casi – dice ancora Motta - la vicenda s’è dimostrata particolarmente clamorosa: uno degli stessi arrestati ha riferito, nel corso di una conversazione intercettata, mentre parlava della sua possibilità di un pensionamento anticipato, come il tutto fosse quantificabile intorno ai 40mila euro per tre anni”. E questo fornisce un certo quadro del fenomeno, per ogni singolo caso. Da sottolineare, come gli agenti si recassero il più delle volte direttamente in ditta, sia durante le ore di servizio, sia al di fuori, per ricevere i loro compensi. Ovvero, il fatto, tranne in casi singoli e isolati, quindi occasionali, avveniva tramite un accordo a monte. In queste ore sono in arrivo a Lecce quattordici nuovi agenti, per colmare un vuoto che appare quasi surreale.”
Emilio Faivre
Lecce Prima.it
1 commento a “DECAPITATA POLSTRADA DI LECCE: CONCUSSIONE, 16 ARRESTI”
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Salve, anche io sono un agente della Polizia Stradale, quando leggo queste notizie cpisco che la legge esiste e sono contento, perchè anche io nel mio albero di frutta tolgo sempre la frutta non buona così quelle che restano sono migliori e non marciscono anch’essi. Non giustifico affatto il loro comportamento, però sarei ancora più contento se farebbero la stessa fine i nostri politici corrotti, che purtroppo come tutti sanno percepiscono uno “stipendio” assai migliore di un agente di Polizia.
Grazie e complimenti ai colleghi per aver portato a termine con successo questa operazione.