Copertino Blogolandia per il 25 Aprile.
Venerdì, 24 Aprile 2009
Ed il famigerato, controverso, criticato, elogiato, denigrato, malmenato “venticinque aprile” arrivò per la sessantaquattresima volta. E come ogni vigilia di questa importantissima ricorrenza, i soliti noti della nazional show-polityc fanno a chi la spara più grossa sull’evento accollandosi meriti e invocando anatemi sui presunti avversari. Partendo da su (si insomma…da sopra) e scendendo per la dorsale “falcemartellisticascudocrociaticasfiammatatricoloreautonomisticadelbuonfracas
piodavelletri”, ogni anno (se teniamo conto delle delizie verbali proferite da sempre da quel personaggio molto somigliante all’Otto von Grunf del Gruppo T.N.T. il quale definiva la ricorrenza come un giorno di lutto) siamo costretti a subire pareri e farneticazioni provenienti da più balconi. Così tra le più colorite, spesso deliranti, definizioni della ricorrenza, si dà l’ennesimo colpo di grazia al vero significato, quello storico, del 25 Aprile. Andare o non andare, questo è il dilemma….eh, quanto materiale su cui lavorarci troverebbe William Shakespeare; quante tragedie, intrighi, inganni….inganni. E invece dobbiamo accontentarci delle vignette di Vauro Senesi che come un boomerang va e viene dagli studi televisivi. Anzi, sono sicuro che al Vauro garberebbe essere definito “lo Yo-Yo man” della satira. Il 25 Aprile! Ricordo quando per le strade di Copertino, quando le strade potevano essere definite tali, si correva l’attesissima corsa ciclistica e quanto tifo c’era lungo il percorso. E proprio durante una di quelle corse chiesi a mio padre il perché proprio il 25 aprile di ogni anno si corresse per Copertino?. E fu lui a spiegarmi il 25 Aprile, non la scuola o Don Salvatore Grandioso. Comunque ho sempre sostenuto che lo sport faccia bene al cuore, all’anima e spesso alla memoria. Ho scritto “lo sport” non “il calcio”, che non centra assolutamente con il contesto. No, tanto per chiarire. A proposito di ciclismo: l’undici maggio del 2003 proprio da Copertino partì la seconda tappa dell’86° Giro d’Italia. L’evento fu giustamente pubblicizzato in lungo ed in largo con sforzi enormi. La partenza da Copertino fu organizzata e voluta in occasione della ricorrenza del 4° centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino avvenuta il 17 giugno del 1603. L’Italia, il mondo intero avrebbe finalmente conosciuto la nostra città ed il nostro Grande Santo grazie allo sport, alla stampa, alla televisione….Televisione? La Rai? Ecco quello che successe quella mattina di una domenica di maggio: prima della partenza vi furono vari collegamenti dove un giornalista grande (e soprattutto grosso) dava volta per volta le ultime notizie circa le condizioni degli atleti. I copertinesi chiaramente si aspettavano che il personaggio televisivo desse l’attesissima notizia, dicesse le motivazioni per cui la gara partiva da Copertino, dal “Castello di Copertino”, dalla città natia di “San Giseppu nuesciu”. Macchè! In un brevissimo ed insignificante collegamento, questo personaggio proferì: “ Mi dicono che qui quattrocento anni fa nacque un frate che volava”. Bisteccone 1 – Resto del Mondo (…che avrebbe finalmente conosciuto la nostra città ed etc …) 0. Incredibile. Comunque, si discorreva del 25 Aprile. Una data anche questa finita tra le grinfie dei revisionisti . Ma non ci riusciranno, potranno provarci in tutti i modi possibili ed immaginabili: Il 25 Aprile è e rimarrà una data dove tutti gli italiani dovrebbero radunarsi intorno al tricolore e quel giorno pensare a tutti coloro per cui, come scrisse Piero Calamandrei, “ Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini”. In tanti avevano fatto delle scelte, in molti quelle sbagliate. E a “sbagliare” non furono sicuramente coloro che scelsero di vivere “come uomini”. Onore e gloria a tutti coloro che con la “convinzione in animo” lottarono e morirono per la libertà, la loro, la nostra. Onore e gloria a tutti quei militari e civili, a tutti quei figli di mamma che scelsero, morendo, l’immortalità e non l’infamia, il disonore, l’ignominia. Onore e gloria a coloro che hanno permesso a noi di pensare, di camminare, di parlare, di provare emozioni, di non aver paura. Tutto questo, e tanta altro, si chiama libertà: teniamocela stretta.
Viva il 25 Aprile
Gerardo Lisi
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